Intende Voci Chorus (sezione femminile) il 23 ottobre alle ore 20 al Triennale Teatro dell’Arte di Milano partecipa alla prima assoluta di STILL REQUIES, requiem laico composto da Mauro Montalbetti e prodotto da Associazione Liederìadi in collaborazione con il Teatro Grande di Brescia e il Festival Internazionale di Musica Sacra di Pordenone.
Il Festival Liederìadi, infatti, dal 2015 porta avanti un progetto di commemorazione del centenario della Prima Guerra Mondiale (2015-18) attraverso l’esecuzione di un Requiem contemporaneo eseguito nel triennio nel mese di ottobre.
Per il 2018 il direttore artistico Mirko Guadagnini, ha commissionato al compositore Mauro Montalbetti la scrittura di un Requiem laico commemorativo della tragedia della Grande Guerra ma che mantiene un valore universale di riflessione contro i conflitti umani.
È nato così STILL REQUIES con cui Mauro Montalbetti ha voluto rendere omaggio, ricordare, riflettere sul dramma della Prima Guerra Mondiale attraverso una particolare idea di Requiem laico, che unisce testi di diversa provenienza (poetici, sacri, politici) e lingua, con l’obiettivo di creare una drammaturgia ricca di suggestioni, di tensioni e immagini sempre vive senza perdere mai l’intenzione di essere poetica, meditativa e politica pur nella sua complessità.
A completare il tutto un cast di grande rilievo:
- l’attore-voce recitante è MARCO BALIANI, uno degli artisti teatrali più acclamati e attivi nel teatro-impegnato anche su temi sociali;
- il tenore solista è MIRKO GUADAGNINI che sul repertorio barocco e contemporaneo ha costruito una carriera ventennale di grande successo.
- con loro il Liederìadi Chorus, ensemble vocale femminile che unisce voci che del repertorio contemporaneo hanno fatto una scelta privilegiata (Virgo Vox Ensemble, Intende Voci Chorus e Kore’s Ensemble);
- Il gruppo strumentale AltreVoci Ensemble specializzato in musica contemporanea;
- i fisarmonicisti Davide Vendramin e Ezio Ghibaudo.
La direzione è affidata a EDDI DE NADAI.
L’OPERA
L’ampia struttura architettonica, si traduce nella fusione di più forme in un unico complesso organico scandito in 11 episodi senza soluzione di continuità, per una durata di circa 50 minuti: parti corali a cappella, movimenti esclusivamente strumentali – con strumenti concertanti – Lieder per voce o coro e strumenti, brevi melologhi dell’attore accompagnati dal canto o dal gruppo strumentale.
Ogni episodio, intitolato con frasi estratte dal testo latino del Requiem, evoca sentimenti, stati d’animo, riflessioni di protagonisti immaginari della tragica esperienza bellica (un poeta, un soldato, un padre, una madre).
Da qui la selezione di frammenti poetici tratti da opere di C. Rébora, E.Toller, C. Sbarbaro, G.Trakl, E. Montale,
G. Apollinaire, S. Sasson, Vladimir Il’ič Ul’janov, G. Ungaretti, M. Baliani, R. Kypling, T. Van Doesburg, U. Saba, C. Stuparich, V. Maiakovskij, C. Sorley, E. Hemingway, W. Owen.
“La complessità del lavoro ha necessariamente richiesto più fasi” spiega Montalbetti. “La prima fase è stata dedicata allo studio del periodo storico attraverso la lettura di saggistica, la più importante letteratura e poesia del periodo. La seconda è stata dedicata alla selezione di testi poetici, scritti politici e teatrali di respiro internazionale che potessero fondersi con frammenti tratti dal testo latino del Requiem in modo da evocare sentimenti, stati d’animo, riflessioni di protagonisti immaginari della tragica esperienza bellica; un poeta, un soldato, un politico, una madre. La terza – più delicata – è stata l’elaborazione del testo, della drammaturgia. Ho scelto di occuparmi personalmente del libretto per sentirlo più mio, poterlo variare anche nel particolare durante la fase della composizione”.





