Pierluigi da Palestrina, Poulenc, Dvorak: i concerti di Intende Voci Chorus

Nel periodo pasquale del 2025, Intende Voci Chorus presenta un programma in tre date: il 6 aprile presso la chiesa di Santo Spirito a Milano, il 9 aprile presso la Chiesa dell’Annunciata di Abbiategrasso e il 12 aprile presso la Chiesa di San Giorgio a Bernate Ticino.

Il programma proposto, sacro, si divide in una prima parte per coro femminile a cappella e in una seconda per coro a quattro voci miste e organo, e celebra in apertura il 500esimo anniversario dalla nascita di Giovanni Pierluigi da Palestrina, massimo rappresentante della musica italiana del 1500 e principale esponente della polifonia rinascimentale di scuola romana. Lo fa con l’esecuzione del suo Magnificat quarti toni a voci femminili, esempio emblematico della sua arte compositiva polifonica sviluppata negli oltre 40 anni di esperienza alla corte dei Papi, come maestro di cappella nelle più famose basiliche di Roma.

In un crescendo cromatico di ascolto, nel programma si inserisce l’Ave Verum di Francis Poulenc, compositore del Novecento che si ispira alla polifonia a tre voci femminili a cappella per questo suo pezzo sacro. Composto per la corale femminile di Pittsburg, è un meraviglioso mottetto, delicato e tragico nello stesso tempo, semplice ma all’occorrenza più aspro, con accordi dissonanti e modulazioni cromatiche ardue. L’armonia si complica, volutamente, in corrispondenza di tre momenti importanti raccontati dal testo: la nascita di Cristo (“ex Maria Virgine”), il suo sacrificio per la salvezza dell’umanità (“immolatum”), e il suo supplizio (“in cruce”).

Ma l’apice del concerto arriva con la Messa in Re Maggiore op.86 di Antonín Dvorák, che il compositore della repubblica Ceca definì da subito come “un’opera di fede, di speranza e d’amore”. La Messa, con impostazione corale a 4 voci miste, è straordinariamente “liturgica”. Lo è nell’apparente semplicità delle linee vocali, a volte ispirate alla naturale cantabilità del gregoriano più antico, nella ricchezza armonica che si rifà a un’antica sensibilità, nel procedimento responsoriale che si sente soprattutto nel Credo con il botta e risposta tra solista e coro. Eppure, non manca la quota di “dramma” come nel Kyrie, fino al solenne Sanctus e all’apice emotivo incarnato nel meraviglioso Benedictus.
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Chiara Bratos e Graziella Tiboni, soprani
Claudia Cigala e Ilaria Molinari, contralti
Stefano Carlesso e Gabriele Guadagnini, tenori
Alessandro Nuccio, basso

Intende Voci Chorus

Fabio Mancini, organo
Mirko Guadagnini, maestro concertatore

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